mercoledì 29 ottobre 2008

Dal profondo del cuore: vaffanculo


Ci vuole un po' di tempo, ve lo dico subito.
Leggete prima qui e poi qui.

Non ho la forza di commentare.

I pagliacci


"Il padrone ha la tuba allungata 
ed ha baffi arditi 
e in fondo già sa 
che restiamo alla frusta qui uguali 
felici e incapaci di esser normali 
e allora ridano gli altri stasera 
ridano gli altri di noi 
e allora ridano gli altri stasera 
ridano gli altri per noi."

Vinicio Capossela, I pagliacci

lunedì 27 ottobre 2008

Non potete farne a meno

Assolutamente imperdibile.

martedì 21 ottobre 2008

Memorie e verità



DRIIIN!

"Chi è?"
"Signor Gava sono Antonella, vorrei portarle la verità"
"Antonella non se la prenda male, faccia come se avessi accettato, ma non mi interessa"
"Arrivederci, allora"
"Arrivederci"

Ora però mi viene un dubbio: io giorni fa ho ordinato delle RAM da internet... sarà mica che lo shop mi ha spedito la verità al posto delle memorie? Dovrò correre dietro ad Antonella? Mah...

domenica 19 ottobre 2008

Mannaggia



Ecco, sì, mannaggia.
Un po' perché la parola mi è sempre piaciuta, un po' perchè mi trovo in terribile imbarazzo.

"Da solo" è il nuovo album di Vinicio Capossela e io dopo averlo ascoltato ed essere rimasto letteralmente di sasso avevo detto: devo assolutamante recensirlo sul blog, Vinicio ha fatto un passo falso, Vinicio era stanco e questo disco manca dell'infiammabilità che me lo fa adorare da innumerevoli anni.

E invece no.
Invece sto scrivendo questa recensione che più che una recensione sembra un somaro zoppo e non so nemmeno da che parte iniziare. Ci sono troppe eco di cose già sentite, mi ero detto. Ma poi mi rendo conto che senza Braccio di Ferro, il paradiso dei calzini non sarebbe più tale. E' pur vero che forse Nutless e il gigante hanno gli stessi passi nelle gambe, ma le fangose e bestemmievolmente caste lettere dei soldati ripagano l'anima.

Prima pensi che siamo tornati ai tempi della suite delle quattro ruote, poi ti ricredi e no, no, no, in realtà è il profumo dell'uomo vivo o forse di Morna che ti assale e ti fa sentire in bocca il sapore del vino. Ma, pensandoci bene, potrebbero essere anche lanterne rosse.

E' un album solitario. No, è un album fatto di compagni di strada.
E' un album poco prodotto. Ma tu sei matto, è meravigliosamente, strabordantemente prodotto.
E' un album semplice. Non farmi ridere, dai.
E' un album minore. IO NON LO SO!

E non chiediamo, per l'amor del cielo, un seguito a "Ovunque proteggi". Vinicio ha cambiato rotta, come il Cinastic. Ma non è affondato. D'altronde "lui vede dappertutto la poesia, anche nell'atrio a casa sua tra odor di chiuso e di brioches".

Finisce che resti interdetto per svariati slienziosi minuti, poi ti cade dal cielo la chiave.
Ah, beh, se la metti così.

La verità? La verità è che prima o poi ci toccherà attraversare la porta dello spavento supremo. Ma questo è proprio tutt'altra storia.

Tutto qui, niente di più e niente di meno.

Questo era un rebus, la chiave la trovate nei negozi di dischi.

giovedì 9 ottobre 2008

La scoperta dell'acqua calda

Non ho certo la faccia tosta di dire che propongo una novità, ma dato che non riesco a smettere di ridere ogni volta che li guardo, beh, mi è sembrato giusto condividere con voi la mia ilarità.

"Ciao io sono un Mac."
"E io un PC."

Buona visione.

martedì 7 ottobre 2008

Il treno in giardino



Immagina.
Sei ricco sfondato. Sei in pensione. Sei matto.

La tua passione per tutta la vita sono stati i treni, hai lottato ogni giorno contro chi si dava di gomito nel vederti passare intere domeniche in stazione sperando in chissà quale miracoloso avvistamento (una combinazione insolita, magari una 981)
Finalmente sei pronto.

Rompi il salvadanaio (perché anche se sei ricco sfondato per quello che ti è saltato il ticchio di fare sarà bene fare una botta di conti) e controlli bene: sì, ce la fai.

Esci di casa con il cappotto buono, infili la tuba e uscendo non dimentichi certo il tuo bastone da passeggio.
Stai fuori poco perchè sei uscito con l'idea precisa di cosa vuoi comperare.

Tornando lasci la spesa fuori dalla porta mentre il tuo vicino di casa, a bocca aperta, si sta chiedendo cosa diavolo ci farai con una locomotiva a vapore e tre carrozze ferroviarie ferme in giardino.

"Anselmo non si preoccupi, non le lascio mica lì. E' una 981, sa?"

Prendi l'elenco del telefono e cerchi. Non trovi nulla, meglio le pagine gialle. Infatti qui lo trovi.

"Buongiorno, sono matto e vorrei che lei mi costruisse un binario nel giardino di casa"
"Nessun problema, ma fino a Settembre non se ne parla, c'è troppo lavoro"
"Io aspetto"

Settembre arriva, passa e se ne va lasciando il posto a giorni ben più freddi.
Poi, di nuovo primavera.

"Io ho finito ma c'è un problema"
"Sarebbe?"
"Sarebbe che il binario non ci sta tutto nel suo giardino"
"Porca miseria"

"Anselmo!"
"...momento! Embè? Cu voi?"
"Di grazia Anselmo, mi vendi il tuo giardino?"
"Per meta el tren?"
"Si Anselmo"
"Sa la lucumutiva a vapor?"
"Naturalmente"
"E du c'avrisci da gì?"
"E' un anello Anselmo, non va da nessuna parte"
"Sicchè t'avria da venda l'ort (perché è n'ort, no un giardin) per fat girè tond tond?"
"Precisamente. Allora, me lo vendi?"
"No"

E siccome tu sei una persona che sa benissimo quando scrivere la parola fine, saluti Anselmo e sali sulla locomotiva.

Con la pala in mano ti senti potente come mai Dio si è sentito potente.
Sganci il freno, la locomotiva si muove lenta e sonnacchiosa, poi più spedita.
Arrivi fino alla fine del tuo giardino e ti fermi, scendi e rientri in casa.

Domani farai portare via la 981, meraviglia ineguagliata, e le tre carrozze.
Se fosse un racconto, questo sarebbe il momento giusto per spararsi in bocca e uscire di scena in modo elegante, ma questa è la vita reale e non hai la minima idea di quello che farai.


La storia che avete appena letto è vera, o almeno si dice che lo sia (all'epoca riviste specializzate in materia di treni ne parlarono), si svolse a Corinaldo e la verità su quello che successe dopo il rifiuto di Anselmo (nome ovviamente inventato) fu semplicemente che il materiale rotabile venne venduto.

"Quando arrivò a Corinaldo la 981 era funzionante e fu accesa ogni tanto per fare delle scorazzate su quel binario tronco, poi quando la caldaia non rispose più ai requisiti minimi di sicurezza fu vietato accenderla e rimase lì.
Poco tempo fa era stata messa in vendita, insieme agli altri rotabili, ma a un prezzo assurdo, non so se lo sia ancora."
Di due delle tre carrozze non so dirvi nulla, ma la carrozza di prima classe grigio ardesia Az 50 83 17-08 024-2 è accantonata su di un tronchino della stazione di Montefelcino sulla ormai abbandonata linea Fano-Urbino. Per gli appassionati, "è una ex-ABz 50.500, serie nata mista e poi trasformata in sola prima classe. La maggior parte degli esemplari di questa serie sono Tipo 1921 ordinazione 1929, ma alcune provengono dalla trasformazione di autentiche carrozze Tipo 1921, e questa è una di quelle, riconoscibile dagli aeratori di forma circolare anzichè rettangolare (sopra i finestrini)" (fonte: il forum di www.ferrovie.it, www.ilmondodeitreni.it, in particolare cito DM, Jacopo Fioravanti e Giovanni Carboni).

Se vi capita di passare da quelle parti, andate a vederla: avrete fatto un regalo ad un folle sognatore.

Intanto io l'ho fotografata.