giovedì 31 gennaio 2008

Click


Ho appena finito di rivedere il film che dà il titolo a questo blog.

Nessuno si aspetti una recensione, tantomeno una spiegazione.

Non ha la classe di "Mulholland Drive".
Non è avvincente come "Lost Highway".

E' ermetico come solo il buio può esserlo, è oscuro, indecifrabile, schizofrenico, malato, manipolatore, chiuso in se stesso eppure proiettato in infinite direzioni.

E' la mente.

INLAND EMPIRE è una polaroid di un pensiero.

Ed è per questo che è un capolavoro.

mercoledì 30 gennaio 2008

Apologia del consumo intelligente (o del non consumo)



Vediamo di analizzare le cose con calma e con il dovutodistacco critico.

Un sacco di pugnette sul fatto che il mercato discografico sta in crisi, la gente non compra più musica, ci si stupisce che quando i Radiohead mettono on-line il loro nuovo album anche i più accaniti fan non sborsano molto più di mezza sterlina (io per primo, mezza sterlina) per avere il download digitale...

Ma ci hanno preso per deficienti?
Le orecchie le abbiamo tutti e tutti sentiamo benissimo che un mp3, mp4, wmv o tutti i formati lossy che volete si sentono MALE!
Poca risposta a tutte le frequenze, appena sufficienti per essere ascoltati sulle cuffiette da 4 euro del lettore mp3 e che appena masterizzati e infilati in unimpianto appena decente fanno immediatamente rimpiangere un cd originale (non sono ancora arrivato all'apologia del vinile, ma datemi tempo).

Non è vero che la gente non vuole pagare per la musica, la gente paga per la musica che si sente bene e che dà soddisfazione, anche quella di scartare il cd e sfogliare il libretto, leggere i nomi dei musicisti e i ringraziamenti.
Io non sono e non sarò mai d'accordo con chi vuole eliminare il supporto. MAI.

Certo, iPod et similia sono comodissimi in macchina, io per primo ammetto che una volta andavo in giro con una caterva di cd e che ogni volta che volevo cambiar musica mentre guidavo rischiavo di cambiare pure lo stato della mia esistenza (da terrena a ultra-terrena).
Ora clic clac e hai fatto.
Benissimo, ma solo per comodità, please.

Alzi la mano chi ha venduto tutti i suoi cd dopo averli codificati in mp3...

Tutti a comprare i cd allora?
E come no!
Stamattina mi sono informato per l'acquisto di un cd che da tempo desidero e che mi sono finalmente deciso a prendere, "Mellon collie and the infinite sadness" degli Smashing Pumpkins.
Non picchiatemi, non lo avevo, nonposso avere sempre tutto.
Ora, per chi non avesse ben presente il cd, ai fini del nostro discorso basti dire che è un doppio album uscito nel lontano 1995.
13 anni fa. TREDICI.

27 euro e 90 centesimini.

Ditemi se devo commentare oltre perché va a finire che divento scurrile!

Povero, povero mercato discografico in crisi...

PS: al primo che commenta invitandomi a scaricare l'album in questione per vie illegali lancerò anatemi e saette fino alla 27esima generazione...

martedì 29 gennaio 2008

South Park Style


Altro giro, altro regalo!
Beh, insomma era da un po' di tempo che latitavo e dato che io sono quello che, per dirne una, non compra cd per un anno e poi si piglia tutta in una volta la discografia di tiziocaioesempronio perché "amore, dai, era un'occasione, non potevo proprio lasciarla lì, la spedizione era anche gratis!", dopo la recensione di poco fa (ma i Radiohead li seguo da una vita, non ne ho acquistato la discografia ieri...) aggiungo un altro piccolo post molto uebduepuntozero (ho fatto duepuntodue che faccio, lascio?).

Giorni fa, mentre dentro di me le avvisaglie di quella che si sarebbe rivelata come la più micidiale delle influenze intestinali mai avute in allmylife ancora erano impercettibili, mi sono imbattuto in questo simpatico sito.
Alzi la mano chi di voi non ha mai sognato almeno una volta di essere la guest star di South Park?
And now you can!
Così questi bei faccioni colorati siamo io e la mia dolce Alice in pieno stile bastardiaveteuccisokenny!!!!!!

Per dovere di cronaca il sito è divertentissimo fino a quando non si presenta l'annoso problema di salvare l'immagine: essendo costruito tutto in flash, l'unico modo che si ha a disposizione è un deprimente stamp della pagina e relativo ritaglio.

E questo è quanto.
Buonanotte.

Lo so benissimo che ho scritto un post praticamente inutile e illeggibile, zeppo di parentesi, incisi interminabili e similflussi di coscienza ma voi dovreste ormai sapere che sono vanesio ed egocentrico, quindi io sono il più bravo del mondo a scrivere post inutili. Punto.

IN RAINBOWS



Placatesi le sbrodolature mediatiche sul fenomeno IT'S UP TO YOU rimane la musica.
Non mi sembra di aver mai fatti recensioni su questo mio blogghino piccino picciò, semmai ho fatto in qualche occasione trapelare i miei gusti.
Tuttavia non c'è motivo per non iniziare proprio ora.

IN RAINBOWS, si diceva.
Spinoso, molecolare, scomposto, perfino atomistico eppure compatto e solido come un muro.
Lo stare a galla musicalmente (così qualcuno lo aveva definito) di "Hail to the thief" è scomparso, qui c'è un disperato bisogno di ossigeno, ci sono bolle di cera e difficoltà di primo ascolto.
Qui non c'è un singolo (anche se c'è).
C'è giusto giusto una meravigliosa exit track.

Dal momento del primo ascolto mi ci sono voluti quasi tre mesi per realizzare che quest'album è IMMENSO.
Non c'è rarefazione. Non c'è attesa. C'è tutto e subito.
E se non ci arrivi, beh, pazienza.

IN RAINBOWS è CAOS CALMO.

Di più non dico.

Signori, i Radiohead.


(ah, il giochetto di non nominarli fino alla fine, cose da scrittori falliti...)