
“Ma sei sicuro che partire adesso da Urbania per Ancona sia una mossa saggia?”
“Certo, così possiamo pure fermarci dal Cioppo a far merenda!”
“Se lo dici tu. Comunque sei scemo”
Poco meno di due ore dopo (merenda inclusa) siamo davanti al Barfly.
Non capisco il disappunto di Strufuluffina che si lamenta di non so bene quale fissa della puntualità da parte mia: in fin dei conti il concerto inizia alle 22:30. E sono già le 19:00 (manca ancora qualche minuto, a dire il vero).
Io mi sento perfettamente in orario.
Viene il momento di cercare qualcosa da mangiare: io sono riluttante a spostare la macchina ora che abbiamo trovato parcheggio, metti che quando torniamo non c’è più posto?
Alla fine cedo e chiedo al navigatore (arnese malefico come pochi altri) se casualmente conosca un posto dove poter dare ascolto ai nostri bisogni primordiali: a suo dire nel giro di un paio di chilometri dovrebbero esserci ben tre ristoranti/pizzerie/baretti/camionicinidiporchettari adati allo scopo.
Vi risparmio il resoconto dettagliato di come è andata davvero la ricerca, dirò semplicemente che sui tre locali millantati uno è risultato essere chiuso e situato in un centro commerciale di tale splendore che anche i cani andavano in giro armati, due si sono rivelati totalmente inesistenti: mangiamo in una pizzeria al taglio vista al volo da Strufuluffina durante la disperata ricerca.
Passano i minuti e i primi timidi avventori iniziano ad aggirarsi nello spiazzo antistante il Barfly per fare i biglietti (che io, per non sapere né leggere né scrivere ho acquistato in prevendita un mesetto prima).
Peccato che l’unica parte aperta del locale sia, per ora, solo la biglietteria.
Usciamo dalla macchina per fare quattro passi.
Ora, se avete una ragazza su cui volete fare colpo, mi sento veramente di consigliarvi di portarla a passeggiare al chiaro di luna nella zona industriale di Ancona. Ve ne sarà grata.
Per creare l’illusione di un tempo più disposto a scorrere di quanto in realtà non sia, porto l’orologio avanti di un’ora (alle due scatta l’ora legale).
Finalmente, non so nemmeno più io quanto tempo dopo, riusciamo ad entrare.
“Ahah! E’ vero che abbiamo aspettato tanto ma guarda dove siamo! Possiamo lustrare le scarpe ai musicisti da quanto siamo vicini al palco!”
“Idiota, saremo venticinque persone”
“Sempre a caccia dei sofismi, tu…”
Sono le nove e tre quarti (ora solare) e noi siamo appollaiati alle transenne.
Va detto che il gruppo si fa attendere fino alle undici prima di presentarsi (ora nella quale il locale è invece davvero stracolmo di gente), credo per fare dispetto a me.
Bene, fine della parte scombiccherata che parla di come venire ad un concerto con il sottoscritto possa essere un’esperienza emotivamente devastante.
Ci vorranno ora due parole sul concerto.
Prima le note dolenti: non si sente una beata mazza.
E’ vero che siamo a tre centimetri dalla cassa spia del buon Claudio (il chitarrista), ma sembra che Francesco Bianconi canti direttamente dal camerino.
Per fortuna dopo il primo pezzo il fonico si toglie il prosciutto dalle orecchie e qualcosa migliora, ma nel complesso non si può certo dire che sia un concerto fonicamente riuscito.
Per il resto, signori, pura meraviglia.
Bianconi e soci sono grandissimi, suonano da Dio e non lasciano un attimo di spazio alla noia.
Si balla, si urla (tantissimo), si canta (più di quanto non si urli), ci si diverte un sacco.
In definitiva, se conoscete i Baustelle non potete perdervi un loro concerto, se non li conoscete non avete proprio scuse: dovete vedere un loro concerto, li amerete.
Per inciso, anche se lei dice il contrario, continuo ad essere convinto che la mia dolce fidanzatina sarebbe salita sul palco per disossare Rachele che, suonando il piano, mi ha gentilmente sorriso, splendida come sempre.
Strufuluffina dice anche che non devo ricordarle il trauma della scaletta rubatale sotto gli occhi e io non ne parlo.
2 commenti:
Mettiamo le cose in chiaro:
1. Non ti ho mai detto idiota!!!
2. Prima del concerto hai dichiarato che Rachele non ti piaceva affatto;
3. Di parcheggio ne avevi quanto volevi;
4. Volevi andare a mangiare al barfly dove la cosa meno costosa era una birra schifosa a €6,00 e non si era sicuri nemmeno di mangiare;
5. La merenda dal Cioppo lo pensata io!
6. Sei un anticipatario, anticipatrice, folle a cui piace aspettare...
Comunque ti amo lo stesso!!!
N.B. Concerto fantastico e poi Rachele sorrideva a Tutti!!!
Bene bene, allora vediamo di rettificare:
1. Idiota era messo lì per dar colore alla pasticciata e farti sembrare più perfida di quello che sei! :)
2. Prima del concerto l'ho detto, poi l'ho vista e ho cambiato idea al volo.
3. Sul parcheggio in effetti ho tralasciato di dire che c'erano almmeno 12345 posti di cui 0 occupati.
4. Era solo un proposta, tanto più che al Barfly nemmeno si poteva mangiare.
5. La merenda è una tua pensata, è vero: me ne sono arbitrariamente appropriato.
6. Hai perfettamente ragione.
Comunque ti amo pure io!
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